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Storia

La Banca di Credito Cooperativo di Civitanova Marche e Montecosaro, di seguito denominata BCC, ha origine nel periodo a cavallo fra l' 800 e il '900, quando videro la luce, nel 1897, la Cassa Operaia di Depositi e Prestiti di Montecosaro - successivamente denominata Cassa Rurale ed Artigiana di Montecosaro - e nel 1901 la Cassa Rurale ed Artigiana di Civitanova Marche.

Quest' ultima non riuscì a superare indenne il periodo fascista e già nel 1931 non risultava più iscritta agli albi ufficiali. Essa fu poi ricostituita il 30 maggio 1955.

Il 7 agosto 1971 venne siglata la fusione tra le due Casse Rurali ed Artigiane per dare origine all' attuale Istituto sotto la denominazione di Cassa Rurale ed Artigiana di Civitanova Marche e Montecosaro.

Da allora la Banca, pur con i vincoli imposti dalla legislazione all' epoca vigente (l' abrogato Testo Unico delle leggi sull' ordinamento delle Casse rurali ed artigiane del 1937), è cresciuta insieme alle comunità locali, mantenendo fede alle sue caratteristiche peculiari ispirate alla mutualità ed alla cooperazione, senza peraltro perdere di vista l' esigenza di rinnovamento e di ammodernamento, per essere in grado di fornire una più incisiva e qualificata azione a favore dei soci e della collettività.

La riforma attuata con l' emanazione del Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (Decreto Leg.vo 1° settembre 1993 n. 385) in vigore dal 1° gennaio 1994 ha profondamente innovato la disciplina delle banche del nostro Paese e, in maniera forse ancora più incisiva, quella delle Casse rurali ed artigiane, ora Banche di Credito Cooperativo.

In sintonia con l' ordinamento comunitario, la nuova legge bancaria si è ispirata ad una nuova filosofia improntata alla despecializzazione istituzionale, temporale ed operativa degli istituti di credito, alla libera concorrenza fra le banche, sia italiane che estere, alla trasparenza, alla sana e prudente gestione e alla stabilità globale dell' intero sistema.
In sintesi, essa persegue le finalità di "banca universale" in un' ottica di liberalizzazione dell' attività imprenditoriale e di esaltazione della libera concorrenza del mercato.

Le innovazioni hanno pertanto riguardato non soltanto l' aspetto operativo - sostanzialmente equiparando anche le Banche di Credito Cooperativo a tutte le altre banche - ma pure l' aspetto istituzionale ed organizzativo, anche se, nel caso delle Banche di Credito Cooperativo, sono state mantenute e rafforzate talune peculiarità, dirette a riaffermare la natura cooperativa e a farne, sotto questo profilo, l' unica categoria, distinta da caratteristiche proprie, presente nel nostro sistema creditizio.

L' ordinamento riserva infatti alle Banche di Credito Cooperativo alcune specificità normative rispetto alla disciplina generale, specificità che si ricollegano alla mutualità ed al localismo e quindi al rapporto banca/soci-collettività e banca/territorio.

Di conseguenza, riaffermazione della funzione sociale della cooperazione di credito, esercizio dell' attività con finalità non speculative, prevalenza del rapporto creditizio con i soci, espansione territoriale meno statica sotto il profilo geografico, pur preservando, in attuazione del principio del localismo, uno stretto radicamento della banca nel territorio e, comunque, un collocamento diretto con i soci.

Nell' assemblea straordinaria dei soci del 12 marzo 1995 è stato pertanto approvato il nuovo dettato statutario che ha recepito tutte le novità introdotte dal menzionato Decreto Legislativo e dato concreta attuazione alla nuova disciplina. In particolare, è stata adottata l' attuale denominazione sociale, sono stati eliminati tutti i vincoli operativi non più compatibili con le norme del nuovo Testo Unico, sono stati rafforzati i legami con i soci, è stato infine aumentato il valore nominale delle azioni da £ 5.000 a £ 20.000 ed introdotto il principio della rivalutazione del capitale con gli utili netti annuali, nei limiti delle previsioni di legge.

In data 27 luglio 1996 l' assemblea straordinaria dei soci ha deliberato l' istituzione della sede distaccata di Fermo, precedentemente autorizzata dall' Organo di Vigilanza (Banca d'Italia), che consente di acquisire nuove ed importanti aree di mercato nella contigua provincia di Ascoli Piceno e garantire uno sbocco operativo allo sviluppo aziendale, altrimenti frenato nella tradizionale zona di insediamento, divenuta ormai angusta per l' accresciuto livello di concorrenza.

 

L' Organizzazione periferica

Le Dipendenze sono classificate in Sedi, Sedi distaccate, Succursali ed Agenzie di Città in base alla loro ubicazione ed importanza secondo i criteri stabiliti dal Consiglio di Amministrazione.
Il prospetto che segue compendia l' attuale struttura territoriale ordinata per data di inizio attività:

           
Comune PR Indirizzo Classificazione Anno inizio
1 Civitanova Marche MC v.le Matteotti n. 8 Sede origine
2 Montecosaro MC via XX Settembre Filiale origine
3 Montecosaro scalo MC via Roma, 205 Filiale origine
4 Trodica di Morrovalle MC via Dante, 1 Filiale 1991
5 Civitanova Alta MC via Corridoni, 46/48 Filiale 1992
6 Fermo AP via Prosperi, 13/15/17 Sede distaccata 1996
7 Montegiorgio AP via Umbria, 1 Filiale 1998
8 Porto San Giorgio AP via Costa, 285 Filiale 2000
9 Monte San Giusto MC via Durastante Filiale 2002
10 Porto Sant’Elpidio AP via Umberto I, 463 Filiale 2002
11 Civitanova Marche 2 MC via S.Pellico, 30/32 Filiale 2003
12 Macerata MC via Roma, 283 Filiale 2004
 
Sportelli automatici (ATM) in mancanza di dipendenze
2 Civitanova Marche MC via Carducci Bancomat 2005